Rap futuristico

Barack Obama, famoso uomo abbronzato d’America (cit. Sua Altezza Silvio), noto per le sue performance espressive e per aver lasciato cadere il microfono alla maniera dei rapper alla fine di uno dei suoi ultimi discorsi da Presidente degli Stati Uniti d’America (anche questo fa parte del suo cv), ha pubblicato su Facebook una lista contenente i titoli dei libri e delle sue canzoni preferiti nel 2017.
Fra i testi consigliati, previa autorizzazione del Ministero dell’Istruzione, troviamo Five-Carat Soul di James McBride [tra i personaggi rappresentati c’e’ un ministro di colore, forse parente di Obama, e un Presidente americano che trae ispirazione da una conversazione che sente in una stalla, forse parente di The Donald] e A gentleman in Moscow di Amor Towles (letto pensando al suo amico del Cremlino).
Barack fornisce poi un elenco di brani che lo hanno colpito particolarmente, e non a caso sceglie Millionaire, The Joke e First World Problems (se avete pensato a DJT e’ solo una coincidenza).
Sarebbe curioso, al di la’ di questa facile letteratura, immaginare Obama intento a tenere il microfono in mano, invece di prestarsi a numeri da anchorman, e sentirlo cantare Mi gente di J. Balvin, al primo posto nella sua classifica.
Il tempo libero non gli manca, e chissa’ che non diventi anche il Primo Presidente nero popstar.
Yes, Weeknd.

Playlist completa su https://www.facebook.com/barackobama/posts/10155532677446749

Buon Anno!

Il primo dell’anno inizia sempre con lo stesso rituale: sveglia tardi (se non tardissimo), concerto di Vienna in tv (sul finire, e con un occhio ai piatti), sbadigli a tavola e una caterva di messaggi da scrivere, nel migliore dei casi (nel peggiore, vi tocchera’ subirvi tutti i semi-sconosciuti che manco Whatsapp ricorda i nomi, e rispondere col classico evergreen “anche a te e famiglia”, salvo poi scoprire che il destinatario si e’ lasciato da poco, o e’ uno di quei single a vita che una famiglia non l’avra’ mai).
A pranzo poi, seguendo la scia degli orari decenti, si inizia tardi per finire ancora piu’ tardi, e l’unica cosa meno indigesta da consumare e’ il digestivo, che non a caso si chiama amaro proprio perche’ la quantita’ di zuccheri ingerita negli ultimi giorni/settimane e’ arrivata a un livello di saturazione tale che l’indice estremo della glicemia, al massimo, e’ il minimo a cui aspirare.
La cena (sebbene non si capisca il motivo di chiamare con un altro nome la continuazione di cui sopra, dato che non ci si e’ alzati da tavola praticamente mai) e’ invece una formalita’, nel senso che serve proprio a mantenersi in forma, il che significa rispettare quanto costruito dal 24 Dicembre a oggi.
Capodanno pero’ e’ il giorno piu’ bello dell’anno, quello in cui tutti i propositi sembrano doversi realizzare e i ricordi del passato solo una favola (melodrammatica) da cui trarre la dovuta morale.
Bene che vi vada, farete in tempo ad augurare a tutti “Buon Anno” entro la mezzanotte (ah, fate attenzione ai lutti recenti prima di coinvolgere le famiglie altrui nei vostri messaggi speranzosi).
Altrimenti, fra un pezzo di panettone e un riposino a bocca aperta (non si sa mai, meglio tenersi sempre pronti), ci sarebbe questo nuovo blog da leggere: nessuna promessa pero’, non illudo alcuno e non voglio spacciarmi per oro colato (in attesa che sia il grasso, a colare).
Semplicemente, se vi va, d’oggi in poi questo spazio sara’ a disposizione per scrivere in piccolo qualcosa di bello. E anche per rifarsi un po’ gli occhi.
Per tutto il resto ci sono 6 mesi di tempo prima che qualcuno si accorga delle nostre trasformazioni.
Buon viaggio, e auguri a tutti!