Rieccomi

«Il blog è un’attività seria» mi disse un maestro in materia mesi fa…
E allora prendiamolo con serietà.
#SiRiparte

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Nel nome del chirurgo

Di malasanita’ si e’ detto di tutto, proprio perche’ di tutto e di piu’ e’ stato commesso da alcuni medici.
Quanto successo in Gran Bretagna pero’ riesce a superare ogni immaginazione, rendendo la realta’ un fenomeno che sfugge sempre il limite delle possibilita’.
Il dr. Simon Bramhall ha avuto la pazzesca idea di incidere le sue iniziali sul fegato di due pazienti, dopo averli sottoposti ad intervento chirurgico a Birmingham, nel 2013. Tutto sarebbe rimasto nell’ignoto senonche’ uno dei due ha avuto la necessita’ di tornare in sala operatoria: e’ stato cosi’ che un collega, con molte meno manie di protagonismo di Bramhall, ha scoperto la firma sul tessuto del paziente.
Quando si dice che la medicina fa progressi, di certo non e’ a questo che ci si riferisce.
Cio’ che piu’ lascia perplessi, poi, sono le motivazioni che hanno spinto il zorro dei fegati a compiere questo gesto: “ero stressato” e’ quello che ha dichiarato nella confessione davanti ai giudici.
A questo punto, e’ lecito pensare che ai due pazienti non sia andata poi cosi’ male: immaginate se dovevano subire un intervento alla prostata, oppure se il dr. Bramhall era il chirurgo plastico al quale chiedevate di rifarvi le tette.
Di certo, vi sarebbe rimasto impresso, e non per qualita’ professionali.
Per fortuna, i giudici hanno condannato lo scriba umano a dover lavorare gratis per un anno, e pagare una multa di 10 mila sterline: la prossima volta, ammesso che ci sia ancora qualcuno disposto a fargli da cavia, ci pensera’ due volte. E se proprio gli dovesse tornare la mania di scrivere, magari stavolta prendera’ carta e penna invece del bisturi, e piuttosto che un fegato autografera’ una fattura.
Verba volant, organi sani manent.

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