Innocenza perduta

Come si sia passati da “se ti comporti male, ti spezzo le ossa” “se ti comporti male, spezzo una costola al prof” e’ un mistero.
Fatto sta che ieri, all’Istituto comprensivo Vittorini ad Avola (Siracusa) e’ accaduto proprio questo.
Ricapitolando: un alunno viene rimproverato dal suo insegnante di educazione fisica; grazie agli aiuti tecnologici, avvisa tempestivamente i genitori, i quali accorrono subito sul luogo dell’incidente e ne creano uno ancora piu’ grave. Si fanno indicare il prof (e qui scatta la premeditazione), lo avvicinano e lo pestano, rompendogli una costola. Non paghi, distruggono gli occhiali del collega che era intervenuto, bonta’ sua, per cercare di difendere il povero imbonitore di rimproveri.
Del crollo dei modelli educativi interfamiliari si e’ gia’ letto ovunque. Cio’ che piu’ lascia perplessi e’ l’esemplarita’ che i genitori/supererronei tramandano ai loro eredi diretti, anche per cio’ che concerne i comportamenti.
A parte l’atto in se’, l’errore e’ a cascata: picchiando il prof davanti a tutti gli altri compagni, che ovviamente erano li’ per imparare un sacco di cose, ma di certo non queste, ergono il figlio a intoccabile, pena il pugno duro genitoriale, costringendolo cosi’ a una dimensione di isolamento all’interno della classe; in seconda battuta, e’ la difesa preventiva a stupire: i due “educatori” si precipitano a scuola dopo aver ascoltato il figlio furibondo, e senza chiedere ragioni dell’accaduto, si apprestano a giocare la caccia al prof dando per scontata l’innocenza del pargolo.
Se solo avessero chiesto “che e’ successo?” avrebbero scoperto che il ragazzo era stato rimproverato, giustamente, per il suo comportamento di sfida al prof.
Cosa avrebbe dovuto fare l’insegnante? Lasciar correre, tanto fa parte della sua materia?
Di sicuro adesso sappiamo cosa fa questa coppia di genitori in risposta ai comportamenti del figlio: niente.
Tutto gli e’ permesso, e quando qualcuno non si adegua al loro modello “educativo” lo difendono, anche a costo di diventare loro indifendibili.
Badate pero’: e’ cosi’ che si creano i delinquenti, mica per sfiga.
E anche in quel caso, tutto lascia supporre che lo difenderebbero comunque.
Poveri illusi, di volere il suo bene.

4 risposte a “Innocenza perduta”

  1. Ciao Nicola, che dire..sono sconcertata. Se devo essere onesta, a mio parere, sarà sempre peggio. Si dovrà toccare veramente il fondo per poi, forse, risalire. Mi spaventa dirlo ma questo non è ancora il fondo, sebbene mi faccia piangere il cuore assistere a certe realtà. Stiamo perdendo il contatto con la natura, con ciò che è naturale. Siamo diventati vittime della finzione e dell’apparenza. Non sappiamo più cosa vuol dire amare davvero e volere il bene di qualcuno. Non ragioniamo più e abbiamo i paraocchi. Tiriamo dritto finché non distruggiamo tutto..

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