L’insegna di-pendente

A Canicattì, provincia di Agrigento, i genitori di un ragazzo appena diplomato sono ricorsi al Tar perche’ il figlio aveva ottenuto la licenza media con la valutazione di 9/10 invece che 10/10.
Ottimo invece di Eccellente.
E’ chiaro che le aspirazioni di un genitore siano quelle di ottenere il meglio per il proprio figlio, ma la differenza sta tutta in quella preposizione: si desidera il meglio per lui, ma non da lui.
E cosi’ se il meglio non gli viene riconosciuto, allora lo si pretende da altri, andando a sindacare le scelte legittime di un’istituzione come quella scolastica che, piu’ che giudicare, ha nell’insegnare la sua funzione principale.
Contenuti, relazioni, prospettive, e non solo nozioni teoriche, in modo tale da educare il giovane ragazzo a prendere le giuste misure della vita che affrontera’ ogni giorno. Magari da solo, senza il sussidio genitoriale che continua a pretendere il meglio per lui.
Esistono due scuole (di pensiero): l’una afferma che la perfezione non esiste; l’altra che la perfezione consiste nel tendere continuamente ad essa, per non rimanerne insoddisfatti/appagati.
In entrambi i casi, risulta piu’ produttivo un 9 di un 10: invita alla riflessione, a fare sempre meglio, a dare un ulteriore significato a quanto gia’ sembra in nostro possesso.
Viviamo applicando costantemente i principi della teoria dell’etichettamento, per cui conta piu’ quello che viene certificato rispetto a quello che si possiede materialmente, sotto forma di proprieta’ e conoscenze: banalmente, si potrebbe anche essere soddisfatti di un voto minimo nella consapevolezza di essersi appropriati dell’argomento.
Il senso della misura sta a monte: se ci insegnano che l’obiettivo e’ sempre un nuovo traguardo, ci cureremo molto meno del giudizio altrui (da intendersi voto, commento sul look o sui propri gusti) e molto piu’ di chi vogliamo essere.
Adulti, iniziate a non promettere ai vostri figli biciclette, telefoni e altri cadeau d-istruttivi in cambio di buoni voti.
In fondo, questi non sono incentivi a studiare. Sono distrazioni alla guida della maturita’.

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